Grottaglie è già entrata nel tempo lungo dell’attesa. E quando la città comincia a muoversi “in anticipo”, vuol dire una cosa sola: la Fòcra di San Ciro 2026 sta iniziando a prendere forma, pezzo dopo pezzo, fascina dopo fascina.
Nelle scorse ore Carlo Caprino è andato sul cantiere dove si sta innalzando la grande pira dedicata al patrono, per raccontare da vicino l’avvio dei lavori, tra i primi segni concreti della costruzione e quell’atmosfera unica che si respira solo quando la tradizione non è un ricordo, ma un gesto che si ripete.
Non si tratta soltanto di “preparare un falò”. La Fòcra è un rito collettivo che nasce prima dell’accensione, molto prima della festa: nasce quando qualcuno pianta il primo riferimento, misura, sistema, organizza, e la comunità capisce che il percorso è partito davvero. E proprio di questo parla anche LaFocra.it, che racconta come i preparativi per l’edizione 2026 siano iniziati con la simbolica posa del primo “paletto”.
Un cantiere che è anche un racconto di comunità
Chi passa nei pressi dell’area di lavoro lo nota subito: il cantiere non è “silenzioso”. È fatto di voci, passaggi, sguardi curiosi, persone che si fermano a controllare “a che punto siamo”. È un appuntamento identitario, perché la Fòcra — oltre al fuoco — mette al centro l’incontro: tra generazioni, tra famiglie, tra chi costruisce e chi aspetta.
E mentre la piramide cresce, cresce anche l’emozione: quella che ogni anno accompagna la festa di San Ciro e che culmina, tradizionalmente, a fine gennaio, con la cerimonia e l’accensione della grande pira (spesso seguita anche in diretta TV e online).
Verso San Ciro 2026: aggiornamenti su LaFocra.it
LaFocra.it continua a raccogliere memoria e presente della festa, tra calendario, preparativi, archivio e racconti dedicati alla Fòcra e ai giorni di San Ciro.
Nei prossimi mesi seguiremo passo passo l’avanzamento della costruzione, le novità organizzative e tutto ciò che rende speciale questo appuntamento: perché la Fòcra non è “solo una sera”. È un cammino che parte adesso.